A sei mesi dal Decreto Infrastrutture, molte imprese di autotrasporto non riescono ancora a ottenere il compenso per le soste prolungate al carico e scarico.

Noi di Geco Truck analizziamo cosa sta accadendo davvero sul campo: l’indennizzo scatta dopo 90 minuti di attesa e prevede 100 euro per ogni ora in più, ma il meccanismo non è automatico e molte aziende – soprattutto le microimprese – rinunciano a richiederlo. Un tema che incide su costi, margini e sull’efficienza dell’intera filiera logistica.
Sono passati sei mesi dall’entrata in vigore del Decreto Infrastrutture (DL 73/2025), ma l’indennizzo da 100 euro l’ora per l’attesa al carico e scarico resta, nei fatti, difficile da ottenere.
Noi di Geco Truck stiamo monitorando la situazione: la norma prevede che, dopo i primi 90 minuti di attesa imputabili al committente, al trasportatore spettino 100 euro per ogni ora successiva. Una misura pensata per compensare il tempo perso e tutelare le imprese.
Nella pratica, però, il meccanismo non è automatico. È il trasportatore che deve richiedere il pagamento, e molte aziende – soprattutto le più piccole – rinunciano per non compromettere i rapporti commerciali.
I dati confermano le difficoltà: solo una parte delle imprese riesce effettivamente a ottenere l’indennizzo, mentre la maggioranza continua a subire il costo delle attese senza alcun riconoscimento economico.
Le microimprese sono le più penalizzate: poche ore di fermo possono incidere in modo pesante su produttività, organizzazione e margini. Eppure sono proprio quelle con meno forza contrattuale nel far valere il proprio diritto.
Dal settore arriva una richiesta chiara: rendere il sistema più efficace, anche prevedendo controlli e sanzioni per i committenti responsabili di ritardi ingiustificati.
L’attesa al carico e scarico non è solo un problema tra vettore e cliente: è un nodo che incide sull’efficienza dell’intera logistica e sulla competitività del comparto.
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