Un nuovo rapporto pubblicato dall’IRU mostra che la carenza di autisti di camion in Europa continua a peggiorare, spinta da un aumento della domanda di trasporto, un aumento dell’età media degli autisti e una mancanza di rotazione generazionale. Le analisi IRU sono realizzate su un campione di Paesi più rappresentativi del mercato europeo del trasporto merci su strada (Francia, Germania, Spagna, Romania, Polonia, Danimarca). Nel 2021 c’erano circa 425.000 posti di lavoro vacanti.

La domanda di autisti è aumentata del 44% tra gennaio e settembre 2022 e potrebbe aumentare del 60% entro il 2026. Mentre i guadagni degli autisti sono fino a cinque volte superiori al salario minimo medio, il rapporto evidenzia dati allarmanti sulle barriere all’accesso alla professione di autisti e sulla scarsa attrattiva della professione, soprattutto per i giovani e le donne.

Secondo l’IRU, la quota di giovani camionisti nei paesi analizzati è solo del 6%. Le donne costituiscono anche una piccola percentuale di camionisti, nonostante livelli significativi di disoccupazione femminile in alcuni paesi. Ad esempio, la Spagna ha uno dei tassi di disoccupazione femminile più alti in Europa (14%), ma una delle percentuali più basse di camionisti (2%).
Gli elevati costi di licenza e formazione sono un ostacolo al reclutamento della forza lavoro necessaria. Infatti, in Francia, una patente di guida per mezzi pesanti costa 5.300 euro, che è più di tre volte il salario minimo mensile medio. Condizioni di lavoro difficili, incluso con i lunghi tempi di attesa per la fine dei controlli durante le operazioni di trasporto e la mancanza di parcheggi sicuri e dotati di adeguate strutture di ristorazione per gli autisti, determinano la penuria di autisti.

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