Dopo i blocchi delle consegne e le nuove misure del Decreto Autotrasporto 2026, le imprese devono recuperare i trasporti arretrati e contenere le spese. Tecnologie intelligenti come enaide di MinervaS possono contribuire a migliorare l’efficienza delle flotte.

Lo sciopero degli autotrasportatori di ottobre ha messo in difficoltà il trasporto merci su strada, soprattutto nel Sud Italia. Camion fermi, ritardi nelle forniture e scaffali vuoti hanno evidenziato quanto un’interruzione possa compromettere rapidamente l’intera catena logistica.
Con la sospensione delle proteste e la progressiva rimozione dei blocchi, la circolazione dei mezzi pesanti ha iniziato a riprendere. Per le imprese, però, il ritorno alla normalità richiede ancora tempo: occorre recuperare le consegne, riprogrammare i viaggi e affrontare ulteriori costi operativi.
Decreto Autotrasporto 2026: le misure a sostegno delle imprese
Una risposta alle difficoltà del settore è arrivata con il decreto-legge n. 193 del 23 ottobre 2026, entrato in vigore il giorno successivo.
Il provvedimento introduce misure economiche rivolte alle imprese di autotrasporto, tra cui nuove risorse per il credito d’imposta sul gasolio, la possibilità di sospendere temporaneamente determinati canoni di leasing dei veicoli e disposizioni relative al costo del carburante nei contratti di trasporto.
L’obiettivo è sostenere la liquidità delle aziende e limitare l’impatto dei costi di esercizio. Questi interventi, tuttavia, non eliminano le difficoltà organizzative ed economiche provocate dai blocchi delle consegne.
Al MIT il confronto sui costi dell’autotrasporto
Il 27 ottobre si è svolta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la prima riunione del Tavolo Trasporto e Logistica, presieduta dal viceministro Edoardo Rixi.
All’incontro hanno partecipato le associazioni degli autotrasportatori, i rappresentanti della committenza e gli operatori del settore. Al centro del confronto, il costo del carburante, la remunerazione dei servizi, la revisione degli incentivi, la digitalizzazione e il miglioramento delle condizioni contrattuali.
La riunione non ha prodotto nuovi accordi economici, ma ha avviato un confronto permanente sulle criticità del comparto.
Quanto costa ripartire dopo uno sciopero?
Quando un camion rimane fermo, il danno economico non riguarda soltanto la consegna mancata. Un’interruzione può compromettere la programmazione dei viaggi successivi, complicare il coordinamento tra conducenti e clienti e aumentare i costi della ripartenza.
Le aziende devono riorganizzare le tratte rispettando i tempi di guida e riposo, spesso affrontando condizioni differenti da quelle inizialmente previste.
Anche il consumo di carburante può cambiare sensibilmente. Due percorsi della stessa lunghezza possono comportare spese diverse in base al traffico, al carico trasportato, alle condizioni meteorologiche e allo stile di guida.
Per una flotta numerosa, piccole inefficienze ripetute su più viaggi possono trasformarsi in costi significativi.
Pianificazione intelligente: l’IA aiuta a contenere i consumi
L’intelligenza artificiale non può impedire uno sciopero o eliminare le perdite provocate dai blocchi. Può però aiutare le imprese a gestire meglio i trasporti quando l’attività riprende.
Rispetto alla pianificazione tradizionale, basata principalmente su distanze e tempi di percorrenza, una gestione energeticamente intelligente permette di prevedere i consumi considerando le caratteristiche del percorso, il carico e le condizioni di viaggio.
Queste informazioni consentono di individuare soluzioni più efficienti, intervenendo anche durante la guida per limitare gli sprechi di carburante.
MinervaS ed enaide: il co-pilota intelligente per le flotte
Tra le tecnologie sviluppate per migliorare l’efficienza dei trasporti c’è enaide, il sistema realizzato dalla scale-up italiana MinervaS.
Si tratta di un co-pilota intelligente che utilizza algoritmi, modelli matematici e machine learning per analizzare le condizioni del viaggio e contribuire alla riduzione di consumi, emissioni e costi operativi.
Il sistema interviene in tre momenti:
- Prima della partenza: prevede i consumi energetici e le emissioni di CO₂, permettendo di valutare l’efficienza del viaggio.
- Durante il percorso: fornisce al conducente suggerimenti in tempo reale su velocità e accelerazioni più efficienti.
- Al termine del viaggio: mette a disposizione del fleet manager report sui consumi, sulle emissioni e sullo stile di guida.
A differenza dei tradizionali strumenti di monitoraggio, enaide non si limita a registrare i consumi, ma utilizza modelli previsionali per contribuire a ridurli.
Risparmi superiori al 15% sui consumi delle flotte
Secondo i risultati comunicati da MinervaS, l’utilizzo di enaide ha consentito di ottenere risparmi medi di carburante superiori al 15% per flotta, con punte fino al 30% sui singoli veicoli.
La tecnologia può essere adottata anche sui camion già in circolazione, senza richiedere necessariamente la sostituzione del parco mezzi. Inoltre, attraverso le API, può essere integrata nei sistemi di fleet management già utilizzati dalle aziende.
In presenza dei requisiti di ammissibilità, misurazione e certificazione previsti dal GSE, i risparmi energetici potrebbero anche essere valorizzati attraverso il meccanismo dei Certificati Bianchi, previa verifica delle condizioni applicabili al singolo progetto.
Considerazioni finali
Lo sciopero degli autotrasportatori ha evidenziato la vulnerabilità di un settore già sottoposto a forti pressioni economiche. Le misure del Decreto Autotrasporto 2026 e il confronto con le istituzioni rappresentano interventi importanti, ma le imprese devono anche individuare strumenti per migliorare la propria efficienza.
Soluzioni come enaide di MinervaS possono contribuire a contenere i consumi e ottimizzare i viaggi, soprattutto quando occorre recuperare le attività sospese.
Uno sciopero può fermare temporaneamente i camion, ma una ripartenza più efficiente può aiutare le imprese a limitarne le conseguenze economiche.