Il caro gasolio mantiene alta la tensione nel settore, con rallentamenti in Campania, criticità nella distribuzione alimentare e difficoltà nelle forniture di carburante per alcuni aeroporti calabresi. Gli aiuti annunciati dal Governo non bastano a convincere tutte le sigle a fermare la mobilitazione.

La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio prosegue anche mercoledì 21 ottobre 2026, con ripercussioni soprattutto nel Sud Italia. I presidi e i rallentamenti stanno complicando la circolazione dei mezzi pesanti e la distribuzione delle merci, mentre alcune aziende segnalano difficoltà nel garantire la continuità delle forniture.
Le situazioni più delicate riguardano Campania, Calabria e Sicilia, dove la mobilitazione sta interessando infrastrutture strategiche per il trasporto e la logistica. Nonostante gli interventi economici annunciati dal Governo, una parte degli operatori ritiene che le misure non siano sufficienti a compensare l’aumento dei costi operativi.
Intanto, l’attenzione si sposta sul prossimo confronto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, fissato per il 27 ottobre, mentre restano da chiarire i tempi necessari per il ritorno alla piena normalità.
Autotrasportatori, chiuso temporaneamente il collegamento tra A1 e A30
In Campania, la giornata è iniziata con nuove difficoltà sulla rete autostradale. Dalle 7 del mattino è stato temporaneamente chiuso il collegamento tra l’A1 Milano-Napoli e l’A30 Caserta-Salerno per i veicoli provenienti da Roma.
La situazione ha provocato code segnalate fino a tre chilometri tra Caserta Nord e il bivio con l’A30 in direzione Napoli, oltre a rallentamenti in direzione Roma, dove sono stati registrati circa due chilometri di coda.
Ulteriori disagi interessano lo svincolo di Nocera-Pagani e il collegamento tra l’A1 e la SP1 Casoria. Le proteste coinvolgono inoltre gli interporti di Nola e Maddaloni-Marcianise, strutture importanti per la movimentazione delle merci e per i collegamenti tra trasporto stradale e reti logistiche.
Le conseguenze non riguardano soltanto gli autotrasportatori direttamente coinvolti nei presidi. I rallentamenti possono ripercuotersi sulla programmazione delle consegne, sui tempi di percorrenza e sulle operazioni di carico e scarico.
Per le aziende che lavorano con finestre di consegna prestabilite, anche ritardi di alcune ore possono complicare l’organizzazione dei viaggi e generare ulteriori costi.
Aeroporti calabresi, difficoltà nelle forniture di carburante
Tra gli effetti più rilevanti segnalati nelle ultime ore ci sono anche le difficoltà nelle forniture di carburante per gli aeromobili negli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria.
Secondo le informazioni riportate, un avviso rivolto ai piloti raccomanda di pianificare rifornimenti sufficienti negli scali di partenza o in quelli precedenti. A Lamezia Terme, invece, non vengono segnalate le stesse criticità.
La situazione mostra quanto le conseguenze di una protesta nel trasporto merci possano estendersi anche a settori diversi dalla logistica su strada. La regolarità delle forniture di carburante è infatti essenziale per garantire la continuità delle operazioni aeroportuali.
Sarà necessario verificare l’evoluzione delle disponibilità nei singoli scali per capire se le difficoltà resteranno circoscritte o se potranno influire sull’organizzazione dei voli.
Supermercati e agricoltura, persistono le difficoltà nelle consegne
La mobilitazione continua a creare problemi anche alla distribuzione alimentare. In alcune aree della Campania e del Molise vengono segnalate carenze di frutta, verdura e prodotti confezionati, mentre i ritardi nelle consegne rendono più difficile rifornire regolarmente i punti vendita.
Il problema riguarda soprattutto le merci che necessitano di una distribuzione frequente o che hanno tempi di conservazione limitati. Quando i camion non riescono a raggiungere i magazzini nei tempi previsti, le scorte disponibili possono non essere sufficienti a coprire la domanda.
In Puglia, Coldiretti ha espresso preoccupazione per le possibili ripercussioni sul comparto agricolo. I ritardi nel ritiro e nella consegna dei prodotti possono infatti compromettere la commercializzazione dei raccolti e aumentare il rischio di perdite per le aziende.
Non tutti i territori stanno però registrando le stesse conseguenze. L’intensità dei disagi dipende dalla durata dei presidi, dalle scorte disponibili e dalla possibilità di utilizzare percorsi alternativi.
Aiuti all’autotrasporto, Salvini annuncia 480 milioni di euro
Sul fronte economico, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha annunciato 480 milioni di euro destinati a contrastare gli effetti del caro carburante, insieme a ulteriori risorse per il rinnovo dei mezzi.
L’intervento complessivo annunciato supererebbe il miliardo di euro. Secondo le informazioni riportate, inoltre, sarebbero arrivate oltre 32.000 domande per gli aiuti contro il caro gasolio.
Nonostante queste misure, una parte degli autotrasportatori continua a giudicare insufficienti le risposte ricevute. Tra le contestazioni c’è anche il fatto che alcune risorse risultavano già stanziate e che il settore attende tempi certi per poterne beneficiare concretamente.
Per le imprese, infatti, non conta soltanto l’importo complessivo degli aiuti, ma anche la rapidità con cui i fondi diventano effettivamente disponibili e le condizioni necessarie per accedervi.
Resta inoltre centrale il tema delle tariffe di trasporto: se i costi del carburante aumentano più velocemente dei corrispettivi riconosciuti dai committenti, la redditività dei viaggi può ridursi sensibilmente, soprattutto per i piccoli operatori.
Sicilia, revocato il fermo del CTS ma restano alcuni presidi
In Sicilia il Comitato Trasportatori Siciliani ha revocato il fermo annunciato nei giorni precedenti. La decisione non coincide però con la cessazione di tutte le iniziative di protesta.
Continuano infatti a essere segnalati presidi nelle aree di Palermo, Catania e Messina, a conferma del fatto che le diverse organizzazioni coinvolte mantengono posizioni non sempre coincidenti.
Il Comitato ha inoltre denunciato presunte minacce nei confronti di chi intende proseguire regolarmente la propria attività lavorativa. Si tratta di segnalazioni che richiedono gli opportuni accertamenti, mentre resta fondamentale garantire sia il diritto di manifestare sia la libertà di lavorare e circolare nel rispetto della legge.
La situazione siciliana evidenzia quindi una mobilitazione articolata, nella quale la revoca di un fermo da parte di una sigla non comporta necessariamente la fine delle proteste sul territorio.
Nuovo incontro il 27 ottobre: la protesta potrebbe continuare
Per una parte degli autotrasportatori di Campania e Calabria, la mobilitazione potrebbe proseguire almeno fino al 27 ottobre, data indicata per un nuovo confronto presso il Ministero dei Trasporti.
L’incontro sarà un passaggio importante per verificare se gli impegni annunciati potranno tradursi in risposte concrete alle richieste delle imprese.
I principali nodi riguardano l’accesso agli aiuti economici, le tempistiche delle erogazioni e la possibilità di introdurre strumenti che consentano di affrontare con maggiore rapidità le variazioni del costo del carburante.
Fino a quando non emergeranno indicazioni più precise, resterà difficile stabilire quando la circolazione delle merci potrà tornare regolare in tutte le aree interessate.
Considerazioni finali
La protesta degli autotrasportatori continua a mostrare quanto il trasporto su strada sia determinante per il funzionamento dell’intera filiera economica. Le criticità sulle autostrade, le difficoltà nei rifornimenti e i ritardi nella distribuzione alimentare dimostrano che le conseguenze possono estendersi ben oltre le imprese direttamente coinvolte.
Gli aiuti annunciati dal Governo rappresentano una parte della risposta, ma per ridurre la tensione sarà importante chiarire tempi, modalità di accesso e benefici effettivi per le aziende.
Il prossimo incontro del 27 ottobre potrebbe contribuire a definire i passi successivi. Nel frattempo, l’evoluzione della mobilitazione resta legata alla capacità di trovare un accordo che tenga conto delle difficoltà economiche del settore e della necessità di garantire la continuità delle consegne.