Terminata alla mezzanotte la riduzione temporanea delle accise sul diesel. Il prezzo può salire di circa 6,1 centesimi al litro, con effetti particolarmente pesanti per camion e flotte aziendali.

Da oggi, 6 ottobre, fare rifornimento di gasolio può costare di più. È infatti terminato lo sconto sulle accise introdotto dal Governo nelle scorse settimane e, almeno per il momento, non è entrato in vigore un nuovo intervento capace di compensare l’aumento.
Tradotto in cifre, il ritorno alla tassazione ordinaria comporta un incremento dell’accisa di circa 5 centesimi al litro. Considerando anche l’IVA al 22%, il rincaro che può arrivare al consumatore raggiunge circa 6,1 centesimi al litro.
Una differenza che per chi utilizza l’auto tutti i giorni si fa sentire, ma che diventa ancora più significativa quando si parla di mezzi pesanti e flotte che consumano migliaia di litri di carburante.
Il pieno costa di più
Per capire meglio l’impatto, basta fare un esempio molto semplice. Con un serbatoio da 50 litri, il maggior esborso può essere di circa 3 euro per ogni pieno.
Per un camion, però, il discorso cambia completamente. I consumi sono molto più elevati e il carburante rappresenta una delle principali voci di spesa per un’azienda di autotrasporto. Anche pochi centesimi in più al litro, moltiplicati per i rifornimenti effettuati durante il mese, possono quindi trasformarsi in centinaia o migliaia di euro di costi aggiuntivi.
Va anche detto che il rincaro fiscale non significa necessariamente che tutti i distributori aumenteranno il prezzo esattamente dello stesso importo. Sul prezzo finale continuano infatti a pesare le decisioni delle compagnie, i costi di gestione degli impianti e soprattutto l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati.
Un esempio arriva da Eni, che dal 28 settembre aveva mantenuto il gasolio entro un tetto di 2,19 euro al litro. Con la conclusione dello sconto fiscale, il limite è stato portato a 2,25 euro al litro. Per la benzina, invece, resta il tetto di 1,99 euro al litro.
Per gli autotrasportatori il problema è ancora più evidente
La fine dello sconto arriva in un momento in cui il settore del trasporto merci guarda con particolare attenzione al costo del carburante.
Il Governo ha già indicato la volontà di superare progressivamente gli sconti generalizzati sui carburanti, orientando invece eventuali risorse verso le categorie che subiscono maggiormente l’aumento dei costi.
Tra queste ci sono proprio gli autotrasportatori.
Per un’impresa che gestisce uno o più camion, infatti, il prezzo alla pompa non è un dettaglio. Il gasolio viene acquistato continuamente e rappresenta una componente importante del costo necessario per svolgere il servizio.
Per questo motivo, anche un aumento apparentemente limitato può avere conseguenze significative quando viene applicato ai consumi complessivi di un’intera flotta.
E le accise mobili?
Una delle possibilità per attenuare il nuovo aumento è rappresentata dal meccanismo delle accise mobili.
L’idea è abbastanza semplice: utilizzare una parte dell’eventuale maggior gettito IVA prodotto dall’aumento dei prezzi dei carburanti per ridurre temporaneamente le accise.
Il problema è che, al momento, questo meccanismo non è ancora operativo.
Per renderlo effettivo serve infatti un apposito decreto interministeriale del Mase e del Mef. Al 6 ottobre, il provvedimento non risulta ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Di conseguenza, almeno per ora, il mercato si trova a fare i conti con il ritorno dell’accisa ordinaria senza poter contare su questa compensazione.
L’8 ottobre nuovo confronto sul prezzo del carburante
La situazione potrebbe comunque evolversi nei prossimi giorni.
Per l’8 ottobre è infatti previsto un incontro tra il Governo e le aziende della raffinazione. L’obiettivo sarà fare il punto sull’andamento dei prezzi e valutare possibili interventi per aumentare la produzione e cercare di limitare ulteriori rincari.
Nel frattempo, però, la situazione è già cambiata: dal 6 ottobre automobilisti, camionisti e aziende di trasporto fanno rifornimento senza la riduzione fiscale che aveva alleggerito il prezzo del gasolio nelle ultime settimane.
E per chi percorre quotidianamente centinaia di chilometri, soprattutto con mezzi pesanti, quei pochi centesimi in più al litro possono diventare rapidamente una voce importante nel bilancio.
Considerazioni finali
La fine dello sconto sulle accise dimostra ancora una volta quanto il prezzo del carburante possa incidere concretamente sulla vita quotidiana e, soprattutto, sull’attività delle imprese di trasporto.
Per un automobilista, 6 centesimi in più al litro possono tradursi in qualche euro in più al momento del pieno. Per un’azienda che gestisce una flotta, invece, lo stesso aumento viene moltiplicato per migliaia di litri e può incidere direttamente sui costi operativi.
Adesso bisognerà capire se il Governo interverrà con le accise mobili o con altre misure mirate alle categorie più esposte. L’appuntamento dell’8 ottobre sarà quindi importante per capire quale direzione verrà presa e, soprattutto, se il prezzo del gasolio continuerà a salire oppure si riuscirà a contenere la pressione sui costi.