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Nei primi nove mesi del 2026 aumentano le immatricolazioni, ma la ripresa resta disomogenea. Trattori in forte crescita, carri e veicoli leggeri in difficoltà. L’Italia, inoltre, procede più lentamente rispetto all’Europa.

Il mercato italiano dei veicoli industriali torna in positivo, ma la crescita non coinvolge tutti i segmenti allo stesso modo. Secondo i dati UNRAE, da gennaio a settembre 2026 le immatricolazioni sono aumentate del 3%, raggiungendo 21.332 unità. A trainare il risultato sono soprattutto i trattori stradali, mentre diverse categorie continuano a perdere terreno.

Trattori stradali in crescita, carri in calo

Il dato più significativo riguarda i trattori stradali, passati da 9.994 a 11.321 immatricolazioni nei primi nove mesi dell’anno, con un incremento del 13,3%.

Senza questo contributo, il resto del mercato avrebbe registrato una flessione di 712 veicoli, pari al 6,6%. La crescita complessiva, quindi, nasconde una domanda sempre più concentrata su determinate tipologie di mezzi.

Tra i veicoli con massa pari o superiore a 16 tonnellate, il mercato cresce del 4,2%, ma con risultati opposti: i trattori aumentano del 13,3%, mentre i carri scendono del 7,6%, passando da 7.628 a 7.048 unità.

Anche settembre conferma la tendenza. Su 2.146 veicoli immatricolati, in aumento del 3,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, i trattori pesanti crescono dell’11,4% e i carri perdono il 6,4%.

Il quadro è diverso da quello del 2025, quando i trattori avevano chiuso in calo e i carri avevano invece guadagnato terreno. L’andamento attuale potrebbe indicare una ripresa degli investimenti nelle attività che utilizzano semirimorchi, mentre le imprese che impiegano veicoli rigidi sembrano mantenere un approccio più prudente.

Il recupero non basta a tornare ai livelli del 2024

Il segno positivo va letto considerando anche il risultato dell’anno scorso. Nei primi nove mesi del 2025, infatti, il mercato aveva perso il 7,9% rispetto al 2024. La crescita attuale non è quindi sufficiente a recuperare completamente il terreno perduto: le immatricolazioni restano circa il 5% sotto i livelli di due anni fa.

Anche l’andamento mensile mostra una ripresa ancora incerta. Dopo il +6,5% di giugno, luglio è rimasto quasi stabile, agosto ha registrato una flessione del 2,5% e settembre ha chiuso a +3,4%.

Il mercato si muove, ma senza una crescita continua e uniforme.

I veicoli leggeri restano in difficoltà

Le maggiori criticità emergono nelle fasce di peso inferiori alle 16 tonnellate.

I veicoli da 3,51 a 6 tonnellate registrano una flessione del 23% nei primi nove mesi, con 760 immatricolazioni contro le 987 dello stesso periodo del 2025. Il +22% di settembre rappresenta un segnale positivo, ma i volumi restano troppo contenuti per invertire la tendenza.

La fascia tra 6,01 e 15,99 tonnellate cresce invece del 4,5% da gennaio a settembre, pur segnando un calo del 10,7% nell’ultimo mese.

Questi risultati confermano un mercato nel quale gli investimenti si concentrano su alcuni impieghi, mentre altri risentono ancora dell’incertezza economica e dei dubbi sulla convenienza dei nuovi acquisti.

Europa più dinamica, Italia in ritardo sull’elettrico

Il confronto con il resto d’Europa evidenzia un’altra differenza. Secondo ACEA, nel primo semestre del 2026 le immatricolazioni di camion nell’Unione europea sono aumentate del 9,8%, contro il 4% registrato in Italia.

Il divario è ancora più marcato sul fronte dei veicoli elettrici ricaricabili: in Europa le immatricolazioni sono cresciute del 47,7%, raggiungendo una quota del 4,8% del mercato. In Italia, invece, sono diminuite del 48,9%, fermandosi a 192 unità.

Qualche segnale positivo arriva dai mezzi pesanti elettrici sopra le 16 tonnellate, passati da 21 a 39 immatricolazioni. Si tratta comunque di numeri limitati, mentre il diesel continua a dominare il mercato europeo, rappresentando il 92,1% delle nuove immatricolazioni.

UNRAE chiede di sbloccare il fondo da 590 milioni

Per sostenere il rinnovo delle flotte, UNRAE torna a sollecitare il Governo sull’attuazione del Fondo straordinario da 590 milioni di euro. Secondo Giovanni Dattoli, presidente della Sezione Veicoli Industriali dell’associazione, a un anno dallo stanziamento manca ancora il decreto necessario a rendere operative le risorse.

L’associazione chiede anche di riservare una quota specifica agli autocarri a zero emissioni sopra le 16 tonnellate e di semplificare l’accesso agli incentivi.

Un altro tema riguarda la direttiva Eurovignette, che prevede una differenziazione dei pedaggi in base alle emissioni di CO₂. Le regole europee consentono agli Stati membri di mantenere, fino al 30 giugno 2031, esenzioni per i veicoli a zero emissioni e riduzioni fino al 75% per quelli a basse emissioni.

Interventi di questo tipo possono incidere sui costi complessivi di utilizzo dei mezzi e influenzare le scelte di acquisto delle imprese.

Considerazioni finali

Il mercato italiano dei camion ha ripreso a crescere, ma la ripartenza resta fragile e dipende soprattutto dai trattori stradali. I cali dei carri e dei veicoli leggeri, insieme al ritardo rispetto all’Europa sull’elettrificazione, mostrano che la ripresa è ancora incompleta.

Per consolidarla serviranno incentivi operativi, procedure più semplici e condizioni economiche che rendano sostenibile il rinnovo delle flotte. Senza strumenti concreti, molte imprese potrebbero continuare a rinviare gli investimenti, frenando sia il mercato sia il passaggio verso veicoli meno inquinanti.

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IL METODO Volume A

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Primo della collana IL METODO, offre una guida chiara e completa sulle disposizioni regolamentari, istruzioni scritte e documenti formali, arricchita da esempi pratici. Ogni sezione è accompagnata da un QR code che rimanda a un video corso tenuto da Massimiliano D’Avino, con spiegazioni e dimostrazioni interattive. È possibile acquistare il singolo volume o l’intera collana.

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