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Una circolare del 17 settembre 2026 definisce i criteri da utilizzare durante i controlli tecnici dei veicoli oltre 3,5 tonnellate. Dimensioni, posizione del danno, visibilità e corretta riparazione diventano gli elementi decisivi.

Un parabrezza scheggiato non significa necessariamente che il camion debba essere fermato o che sia obbligatoria la sostituzione del vetro. A fare la differenza sono soprattutto le caratteristiche del danno e la sua posizione.

Con la circolare del 17 settembre 2026, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha fornito indicazioni più precise per rendere uniformi le valutazioni durante le revisioni dei veicoli. L’obiettivo è chiarire quando un parabrezza parzialmente danneggiato può comunque consentire un esito regolare del controllo tecnico.

Parabrezza dei camion: quali danni possono essere accettati

Le indicazioni riguardano in particolare i veicoli con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate, per i quali il controllo del parabrezza deve tenere conto di diversi fattori.

Non conta soltanto quanto è grande una scheggiatura. Gli ispettori devono valutare anche dove si trova il danno e se può compromettere la visuale del conducente.

In base ai criteri indicati dal MIT, il danneggiamento deve rientrare in determinate dimensioni, generalmente nell’ordine dei 20-25 millimetri. Anche la distanza dai bordi del parabrezza assume importanza: il danno deve trovarsi in prossimità dei margini, entro distanze indicative comprese tra 25 e 50 millimetri rispetto ai montanti oppure ai bordi superiore e inferiore.

In altre parole, una piccola scheggiatura vicino al bordo non viene valutata allo stesso modo di un danno delle medesime dimensioni presente direttamente davanti al conducente.

La posizione del danno può fare la differenza

Uno degli aspetti più importanti riguarda proprio la visibilità.

Il fatto che una scheggiatura sia di dimensioni ridotte non significa automaticamente che possa essere considerata irrilevante. Se il danno si trova in una zona che interferisce con il campo visivo del conducente, può diventare un elemento determinante ai fini della revisione.

Particolare attenzione viene riservata anche alla zona interessata dal movimento del tergicristallo. Se il danno compromette la visuale all’interno di quest’area, le condizioni previste per considerare il parabrezza idoneo devono essere verificate con maggiore attenzione.

Per questo, durante una revisione, bisogna considerare contemporaneamente dimensioni, posizione e possibile interferenza con la visuale.

Quando è possibile mantenere il parabrezza riparato

Un altro punto fondamentale riguarda la qualità della riparazione.

Il parabrezza può rimanere installato sul veicolo quando il danno è stato riparato correttamente, utilizzando tecniche e materiali in grado di ripristinare le caratteristiche necessarie del vetro.

Tra i sistemi citati dal MIT rientrano, ad esempio, la cristallizzazione e la polimerizzazione della resina, oltre ad altre tecniche di riparazione che consentano di mantenere l’efficienza del parabrezza.

La semplice presenza di una riparazione, quindi, non è sufficiente: l’intervento deve essere stato eseguito correttamente e devono essere rispettate tutte le condizioni previste.

Se anche uno degli elementi richiesti viene meno, la soluzione può diventare la sostituzione del parabrezza prima di poter ottenere un esito regolare della revisione.

Attenzione alla certificazione della riparazione

Per gli autotrasportatori c’è poi un altro aspetto da non trascurare: la documentazione dell’intervento.

La certificazione che attesta la corretta riparazione del parabrezza deve essere rilasciata da un soggetto autorizzato e deve poter essere esibita quando necessario.

È quindi opportuno conservarla a bordo del veicolo, così da poterla presentare durante la revisione oppure nel caso venga richiesta dagli organi di Polizia.

Per le aziende che gestiscono più mezzi, questo significa anche prestare attenzione alla documentazione associata a ciascun veicolo, evitando di arrivare alla revisione senza poter dimostrare che il lavoro sul parabrezza è stato effettuato secondo le modalità richieste.

Cosa devono fare autotrasportatori e flotte

Il chiarimento del MIT non significa che ogni parabrezza con una scheggiatura debba essere immediatamente sostituito.

La valutazione deve essere fatta considerando almeno quattro elementi: dimensione del danno, posizione, qualità della riparazione e relativa certificazione.

Per un’impresa di autotrasporto, effettuare un controllo prima della revisione può quindi evitare problemi al momento dell’ispezione. Se il danno rientra nei criteri previsti e la riparazione è stata eseguita correttamente, il veicolo può essere sottoposto al controllo con il parabrezza riparato.

Al contrario, quando le condizioni richieste non sono rispettate, è necessario intervenire prima della revisione e valutare la sostituzione del vetro.


Considerazioni finali

La circolare del MIT porta quindi maggiore chiarezza su una situazione che può presentarsi frequentemente sui camion in circolazione. Una scheggiatura non deve essere valutata soltanto in base alla sua grandezza: dove si trova e quanto incide sulla visuale sono aspetti altrettanto importanti.

Per autotrasportatori e flotte, la soluzione più semplice resta una verifica preventiva del parabrezza e della documentazione relativa alla riparazione. In questo modo è possibile arrivare alla revisione sapendo già se il vetro può essere mantenuto oppure se è necessario sostituirlo.


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