Le imprese di autotrasporto che hanno richiesto il credito per il caro gasolio potrebbero ricevere i primi accrediti dal 20 ottobre. Il Governo annuncia nuove risorse per coprire tutte le domande e punta a estendere la compensazione fino a marzo 2027.

Per le imprese di autotrasporto che hanno presentato la domanda per il credito d’imposta destinato a compensare l’aumento del costo del gasolio, la fase più attesa è ormai vicina: quella dell’erogazione del beneficio.
Per le imprese di autotrasporto che hanno presentato la domanda per il credito d’imposta sul gasolio, si avvicina il momento degli accrediti. Il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi, intervenuto il 19 settembre all’assemblea nazionale 2026 di Confartigianato Trasporti, ha indicato nel 20 ottobre 2026 la data prevista per l’avvio dei primi pagamenti.
La presentazione delle domande si è conclusa alla mezzanotte del 20 settembre. Dal giorno successivo il Ministero può quindi procedere alla definizione della platea dei beneficiari e alle verifiche sulle richieste.
Secondo quanto spiegato da Rixi, i controlli preliminari dovrebbero richiedere circa 15 giorni lavorativi. Una volta completata questa fase, la capacità di lavorazione dovrebbe arrivare a circa 2.000 pratiche al giorno.
Servono altri 80-90 milioni per coprire tutte le domande
Lo stanziamento attualmente disponibile, però, non sarebbe sufficiente a soddisfare tutte le richieste presentate dalle imprese.
Per questo il Governo ha annunciato l’intenzione di reperire altri 80-90 milioni di euro. Il passaggio decisivo è previsto per il 5 ottobre, quando saranno disponibili i dati sull’extragettito IVA legato ai carburanti.
L’obiettivo è utilizzare queste ulteriori risorse per garantire la copertura delle domande e permettere alle imprese aventi diritto di beneficiare del credito.
Il Ministero dei Trasporti chiederà inoltre al Ministero dell’Economia di consentire l’utilizzo del credito in compensazione almeno fino a marzo 2027.
L’estensione sarebbe particolarmente importante nel caso in cui le pratiche presentate a settembre e ottobre non dovessero essere completate entro la fine del 2026, lasciando comunque alle imprese il tempo necessario per utilizzare il credito riconosciuto.
Fondo da 590 milioni per il rinnovo dei veicoli
Durante l’assemblea sono arrivate indicazioni anche sugli altri interventi richiesti dal settore.
Per il rinnovo del parco veicolare nella programmazione 2027-2031 è previsto un fondo da 590 milioni di euro. Il Ministero dei Trasporti è in attesa della firma del Ministero dell’Economia, che secondo Rixi dovrebbe arrivare entro la fine di ottobre.
Il viceministro ha inoltre confermato che gli incentivi dovrebbero sostenere anche i motori endotermici di ultima generazione, oltre alle altre tecnologie previste.
Sempre nel mese di ottobre dovrebbe poi insediarsi la Consulta generale per l’autotrasporto, pensata come tavolo permanente di confronto tra imprese, committenza e istituzioni.
Tempi di guida, l’Italia prepara una proposta a Bruxelles
Un altro tema riguarda il Regolamento UE 561/2006, che disciplina i tempi di guida e di riposo dei conducenti professionali.
Entro la fine dell’anno l’Italia dovrebbe presentare a Bruxelles un documento strutturato per chiedere una revisione delle regole, con l’obiettivo di introdurre maggiore flessibilità nell’organizzazione del lavoro, mantenendo allo stesso tempo la sicurezza stradale e la tutela sociale degli autisti.
Si tratta di una delle richieste avanzate dalla categoria, insieme al sostegno contro il caro carburante e agli incentivi per il rinnovo delle flotte.
Il caro gasolio continua a pesare sulle imprese
Le richieste arrivano in un momento in cui il costo del carburante continua a incidere pesantemente sui bilanci delle aziende.
Il presidente di Confartigianato Trasporti, Claudio Riva, ha evidenziato che tra febbraio e settembre 2026 il prezzo industriale del gasolio, al netto delle tasse, è aumentato del 54,3%.
L’impatto è particolarmente evidente considerando un veicolo pesante con un serbatoio da 900 litri. Secondo i dati presentati dall’associazione, il costo di un pieno è passato da 1.503,78 euro a febbraio a 1.971,61 euro a metà settembre.
La differenza è di 467,83 euro per ogni rifornimento.
Considerando quattro pieni al mese, l’aumento arriva a circa 1.871,32 euro di costi aggiuntivi mensili per ogni camion, pari a 11.227,92 euro nel periodo compreso tra febbraio e settembre.
Per le imprese, quindi, il problema non riguarda soltanto il prezzo del carburante, ma anche la liquidità necessaria per continuare a sostenere una spesa che difficilmente può essere ridotta.
Le richieste di Confartigianato Trasporti
Proprio per questo Riva ha chiesto tempi rapidi per l’erogazione del credito d’imposta, sottolineando che le imprese stanno sostenendo i maggiori costi adesso e hanno quindi bisogno di liquidità in tempi altrettanto rapidi.
L’associazione ha inoltre chiesto di evitare tagli generalizzati delle accise, concentrando invece gli interventi sulle imprese maggiormente esposte all’aumento dei costi.
Tra le proposte c’è quella di rendere strutturale il credito d’imposta oppure di rafforzare strumenti già esistenti, come il rimborso dei pedaggi autostradali e le deduzioni forfetarie per gli artigiani.
Le altre priorità indicate riguardano lo sblocco del fondo da 590 milioni per il rinnovo dei mezzi e la revisione delle norme europee sui tempi di guida e riposo.
Considerazioni finali
Per l’autotrasporto, quindi, le prossime settimane saranno decisive su diversi fronti.
Il primo appuntamento riguarda il credito d’imposta sul gasolio, con i primi pagamenti indicati dal 20 ottobre e la ricerca di ulteriori 80-90 milioni di euro per coprire tutte le domande.
Parallelamente si lavora sul rinnovo del parco veicolare, sulla nuova Consulta e sulla possibile revisione delle regole europee sui tempi di guida.
Per le imprese, però, la priorità resta concreta: ottenere rapidamente il sostegno necessario per affrontare l’aumento dei costi, in particolare quello del carburante, che continua a pesare direttamente sulla gestione quotidiana e sulla liquidità aziendale.