Arrivano le sanzioni per i dati trasmessi in modo omesso o incompleto e dal 16 settembre, per gli operatori obbligati, il FIR digitale prende definitivamente il posto del cartaceo.

Il RENTRI entra in una nuova fase e per le imprese di autotrasporto le prossime scadenze sono particolarmente importanti. Tra nuovi obblighi, sanzioni, dispositivi da aggiornare e coordinamento con produttori e impianti, il passaggio al FIR digitale richiede un’organizzazione precisa prima ancora che il camion parta.
Per chi lavora nel trasporto rifiuti, settembre porta con sé due date da tenere bene a mente: 15 e 16 settembre.
Il 15 settembre entrano infatti in vigore le sanzioni legate alla mancata o incompleta trasmissione dei dati al RENTRI.
Il giorno successivo, 16 settembre, arriva invece un altro passaggio importante: per i soggetti obbligati all’utilizzo del formulario digitale termina la possibilità di scegliere tra FIR cartaceo e digitale.
Da quel momento, per chi è tenuto a utilizzare l’XFir, si dovrà procedere esclusivamente in formato digitale.
E per un’impresa di autotrasporto questo significa una cosa molto concreta: non basta essere iscritti al RENTRI. Bisogna essere realmente pronti a utilizzarlo.
Dal 15 settembre arrivano anche le sanzioni
Partiamo dalla prima scadenza.
Dal 15 settembre diventano applicabili le sanzioni per la mancata o incompleta trasmissione dei dati previsti dal RENTRI.
Le cifre non sono trascurabili:
- da 500 a 2.000 euro per i rifiuti non pericolosi;
- da 1.000 a 3.000 euro per i rifiuti pericolosi.
Va però fatta una precisazione importante: gli errori puramente materiali e le violazioni esclusivamente formali che non compromettono la tracciabilità del rifiuto restano esclusi dalle sanzioni.
Il punto, quindi, non è soltanto compilare correttamente un documento.
Bisogna assicurarsi che le informazioni necessarie arrivino al RENTRI nei tempi previsti e che ogni soggetto della filiera faccia la propria parte.
Chi deve trasmettere i dati?
Qui è facile fare confusione.
La gestione del formulario e la trasmissione dei dati al RENTRI sono due aspetti distinti.
Per i FIR digitali relativi ai rifiuti pericolosi, la trasmissione dei dati coinvolge i diversi operatori della filiera che sono tenuti all’adempimento.
Quindi produttore, trasportatore e destinatario hanno ciascuno una propria responsabilità.
Gli intermediari e i consorzi, invece, sono esclusi da questo specifico obbligo di trasmissione.
Anche le tempistiche cambiano a seconda del soggetto.
Per il trasportatore, la trasmissione deve essere effettuata entro 10 giorni lavorativi dalla consegna del rifiuto all’impianto di destinazione.
Il produttore ha invece 10 giorni lavorativi dallo scarico del rifiuto prodotto, mentre il destinatario che effettua recupero o smaltimento dispone di 2 giorni lavorativi dalla presa in carico.
Insomma, non basta che il formulario sia stato gestito correttamente da uno degli operatori.
Ognuno rimane responsabile della propria parte.
Dal 16 settembre niente più scelta tra carta e digitale
La seconda data da ricordare è il 16 settembre.
Fino al 15 settembre compreso, per i soggetti iscritti al RENTRI interessati dall’obbligo, è ancora possibile utilizzare il FIR cartaceo in alternativa a quello digitale.
Dal giorno successivo, invece, per chi è obbligato all’XFir, la gestione dovrà avvenire esclusivamente in digitale.
E c’è un dettaglio fondamentale: a decidere quale formato utilizzare è il produttore o detentore del rifiuto, nel momento in cui emette il formulario.
Una volta scelta la modalità, questa vale per tutta la filiera.
Se il produttore emette un FIR digitale, anche trasportatore e destinatario dovranno gestire quel documento digitalmente.
Se, nei casi in cui è ancora consentito, viene emesso un FIR cartaceo, anche gli altri soggetti continueranno a gestirlo in quel formato.
Il trasportatore, quindi, non può decidere autonomamente di trasformare un XFir in un documento cartaceo.
Anche se durante un controllo viene utilizzata una copia stampata del formulario, il documento rimane digitale. La stampa serve per l’esibizione, ma non cambia la natura dell’XFir.
Il controllo deve iniziare prima che il camion parta
Ed è probabilmente questo il punto più importante per un’azienda di autotrasporto.
Il coordinamento con produttore e impianto di destinazione deve avvenire prima del ritiro.
Quando l’autista arriva al punto di carico, dovrebbe essere già chiaro:
- quale tipo di formulario verrà utilizzato;
- chi dovrà firmarlo;
- quali strumenti dovranno essere utilizzati;
- quali operazioni dovrà effettuare l’autista;
- come verrà gestito il documento una volta arrivati all’impianto.
Perché basta che uno solo di questi passaggi non sia stato verificato per creare un problema.
Immaginiamo, ad esempio, che il produttore sia pronto a emettere il FIR digitale, ma che l’autista non abbia l’applicazione configurata correttamente.
Oppure che trasportatore e produttore abbiano completato le proprie operazioni, ma l’impianto di destinazione non sia pronto a gestire la chiusura del formulario digitale.
In entrambi i casi, il problema non rimane confinato a una singola azienda.
La movimentazione del rifiuto può rallentare o, in determinate situazioni, non partire proprio.
Attenzione anche agli smartphone degli autisti
C’è poi un aspetto molto pratico che spesso rischia di passare in secondo piano: il dispositivo utilizzato dall’autista.
Non basta dire “ha uno smartphone”.
Dal 5 agosto l’applicazione RENTRI FIR Digitale è supportata da dispositivi Android 10 o versioni successive e da dispositivi Apple con iOS 16 o versioni successive.
Prima della partenza è quindi importante controllare:
- sistema operativo del dispositivo;
- versione dell’applicazione;
- credenziali di accesso;
- autorizzazioni dell’operatore;
- connessione disponibile;
- livello della batteria.
E sarebbe una buona idea avere anche un dispositivo sostitutivo.
Un telefono guasto, perso, scarico o inutilizzabile per problemi di connessione può diventare un problema serio se non esiste un’alternativa.
Il FIR digitale può essere mostrato anche su carta
Un’altra cosa da chiarire riguarda la possibilità di avere una copia stampata.
Durante il trasporto il formulario digitale può essere mostrato attraverso il dispositivo utilizzato dall’autista oppure tramite una stampa.
La copia cartacea non deve essere firmata a mano e, soprattutto, non trasforma il documento digitale in un FIR cartaceo.
Quindi niente scorciatoie: se la procedura è partita in digitale, deve rimanere digitale fino alla conclusione.
Attenzione: non tutti i produttori sono obbligati al FIR digitale
C’è però un’altra distinzione importante.
Non tutti i produttori di rifiuti sono obbligati a utilizzare il formulario elettronico.
Alcuni soggetti non iscritti al RENTRI possono ancora utilizzare il FIR cartaceo, attraverso l’area del portale dedicata ai produttori non iscritti, nei casi previsti dalla normativa.
Esistono infatti diverse situazioni che dipendono dalla tipologia di attività e dal rifiuto prodotto.
Per alcuni rifiuti non pericolosi, ad esempio, l’obbligo può dipendere anche dal numero di dipendenti dell’impresa.
Per alcuni rifiuti derivanti da attività industriali, artigianali, trattamento dei rifiuti, depurazione delle acque e abbattimento dei fumi, l’obbligo riguarda i produttori con più di 10 dipendenti.
Per i rifiuti pericolosi, invece, il formulario digitale riguarda i produttori iscritti al RENTRI indipendentemente dal numero dei dipendenti.
Per questo motivo non conviene fare affidamento su regole generiche.
L’autotrasportatore deve conoscere la situazione di ogni cliente
Per un’impresa di trasporto diventa quindi fondamentale sapere in anticipo chi sono i propri clienti e quale procedura devono utilizzare.
Prima di organizzare un ritiro sarebbe opportuno verificare almeno tre elementi:
il cliente è iscritto al RENTRI?
Quale tipo di rifiuto deve essere trasportato?
Il formulario sarà cartaceo o digitale?
Queste informazioni dovrebbero essere disponibili prima che il mezzo arrivi al punto di carico.
Perché scoprire che manca un’abilitazione, che l’app non funziona o che il cliente utilizza una procedura diversa quando l’autista è già sul posto significa complicare inutilmente il lavoro.
Il RENTRI cambia il modo di lavorare
Il RENTRI nasce con l’obiettivo di rendere la gestione dei rifiuti più tracciabile, trasparente e controllabile.
Ma una trasformazione digitale di questo tipo funziona soltanto quando tutti gli operatori coinvolti conoscono bene il proprio ruolo.
Per le imprese di autotrasporto, quindi, il cambiamento non riguarda soltanto l’ufficio.
Coinvolge direttamente autisti, dispositivi, software, produttori e impianti di destinazione.
E soprattutto richiede di modificare alcune abitudini consolidate.
Considerazioni finali
Il passaggio al FIR digitale non dovrebbe essere visto semplicemente come l’ennesimo adempimento burocratico.
Per chi trasporta rifiuti rappresenta un vero e proprio cambiamento operativo, perché il formulario segue il viaggio e coinvolge persone e aziende diverse.
La cosa più importante, quindi, è evitare di arrivare al ritiro senza sapere come verrà gestita la movimentazione.
Prima parte il coordinamento, poi parte il camion.
Verificare il formato del FIR, controllare le autorizzazioni, preparare i dispositivi degli autisti e mantenere un contatto chiaro con produttori e impianti può fare la differenza.
Perché il rischio maggiore non è necessariamente avere un problema con il software.
Il vero rischio è accorgersi che qualcosa non funziona quando il mezzo è già davanti al cliente.
Con l’arrivo delle nuove scadenze RENTRI, prepararsi in anticipo non è quindi soltanto una scelta organizzativa: è il modo migliore per evitare ritardi, errori e possibili sanzioni.