Il Brent supera gli 85 dollari al barile, il gasolio continua a salire e molti Paesi europei riducono gli aiuti sui carburanti. Per le imprese di autotrasporto aumentano i costi, mentre il mercato resta condizionato dalle tensioni internazionali e dalla carenza di gasolio.

Il prezzo del gasolio continua a crescere e torna a superare quota 2 euro al litro in diversi Paesi europei, Italia compresa. A spingere i rincari non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio, ma soprattutto la ridotta disponibilità di gasolio sul mercato internazionale, aggravata dalle tensioni geopolitiche e dal blocco delle esportazioni russe.
Secondo gli ultimi dati diffusi dall’IRU, il Brent è passato da circa 72,5 a 85,5 dollari al barile in appena due settimane, registrando un incremento del 18%. Nello stesso periodo anche il WTI è salito fino a oltre 80 dollari, confermando una nuova fase di forte volatilità dei mercati energetici.
Il gasolio aumenta più del petrolio
L’aspetto più rilevante per il settore dell’autotrasporto è che il prezzo del gasolio sta crescendo molto più rapidamente rispetto a quello del greggio.
La causa principale è la difficoltà nel reperire prodotti raffinati. Le esportazioni di gasolio provenienti dal Medio Oriente e dalla Russia risultano ancora fortemente ridotte, mentre la domanda estiva continua ad aumentare.
Secondo gli analisti, i margini di raffinazione del gasolio hanno raggiunto i livelli più alti degli ultimi mesi, rendendo questo carburante sempre più costoso rispetto alla benzina e persino al cherosene.
Sempre più Paesi sopra i 2 euro al litro
L’aumento dei prezzi interessa gran parte dell’Europa.
Il prezzo medio del gasolio nell’Unione Europea ha raggiunto circa 1,93 euro al litro, ma in numerosi Stati membri la soglia dei 2 euro è già stata superata.
Tra i Paesi con i prezzi più elevati figurano:
- Danimarca;
- Paesi Bassi;
- Germania;
- Finlandia;
- Belgio;
- Italia;
- Irlanda;
- Francia.
In molti casi gli aumenti registrati nelle ultime due settimane hanno superato il 10%.
Finiscono gli aiuti pubblici
Ad aggravare la situazione contribuisce anche la progressiva scadenza delle misure di sostegno adottate durante la precedente fase di emergenza energetica.
Diversi Governi europei hanno infatti eliminato o ridotto:
- tagli temporanei delle accise;
- riduzioni dell’IVA;
- limiti ai margini di vendita;
- contributi straordinari sui carburanti.
In Italia, ad esempio, il taglio delle accise è terminato a inizio luglio, mentre altri Paesi, come Germania, Repubblica Ceca e Polonia, hanno adottato decisioni analoghe.
Al contrario, alcuni Stati hanno scelto di prorogare o rafforzare gli interventi a favore di cittadini e imprese, introducendo nuovi sconti sul gasolio o estendendo i sistemi di rimborso destinati all’autotrasporto.
Le scorte restano limitate
Anche i principali organismi internazionali descrivono un mercato ancora fragile.
Sia l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) sia l’OPEC evidenziano come la domanda mondiale continui a superare l’offerta, costringendo il mercato ad attingere alle scorte.
Particolarmente critica risulta la situazione del gasolio.
Le scorte disponibili rimangono inferiori ai livelli storici e il ripristino delle normali forniture procede più lentamente rispetto a quello del petrolio greggio.
Perché il gasolio pesa così tanto sull’autotrasporto
Per le imprese di trasporto il carburante rappresenta una delle principali voci di costo.
Anche variazioni di pochi centesimi al litro incidono in modo significativo sui bilanci aziendali, soprattutto per le flotte che effettuano migliaia di chilometri ogni settimana.
L’attuale combinazione tra aumento del prezzo del greggio, scarsità di gasolio raffinato e riduzione degli incentivi pubblici rende quindi particolarmente delicata la gestione dei costi operativi.
Cosa potrebbe accadere nelle prossime settimane
Secondo gli analisti, l’evoluzione dei prezzi dipenderà soprattutto da due fattori.
Il primo riguarda il divieto russo alle esportazioni di gasolio, previsto fino al 31 luglio. Se il blocco dovesse essere prorogato, la pressione sui prezzi potrebbe aumentare ulteriormente.
Il secondo elemento è rappresentato dalla situazione nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il trasporto del petrolio. Eventuali nuove difficoltà lungo questa rotta potrebbero compromettere ulteriormente l’equilibrio tra domanda e offerta.
L’attuale aumento del prezzo del gasolio dimostra quanto il settore dell’autotrasporto sia esposto alle dinamiche internazionali dei mercati energetici. Oggi il problema non riguarda soltanto il costo del petrolio, ma soprattutto la disponibilità di gasolio raffinato, elemento che incide direttamente sui prezzi alla pompa.
Per le imprese diventa sempre più importante monitorare l’andamento del mercato, pianificare con attenzione i rifornimenti e valutare gli strumenti di sostegno disponibili, come rimborsi, crediti d’imposta e agevolazioni fiscali. In una fase caratterizzata da forte volatilità, una gestione attenta dei costi del carburante rappresenta un fattore strategico per preservare competitività e continuità operativa.