Il diesel self supera nuovamente la soglia dei 2 euro al litro sulla rete nazionale. Aumentano i costi per le imprese di autotrasporto, mentre il credito d’imposta da 300 milioni di euro resta ancora bloccato in attesa del decreto attuativo.

Il prezzo del gasolio continua a salire e torna sopra i 2 euro al litro. L’aumento incide direttamente sui costi delle imprese di autotrasporto, soprattutto per chi gestisce flotte o percorre lunghe tratte autostradali. Intanto il credito d’imposta da 300 milioni di euro è stato finanziato, ma non è ancora operativo in assenza del decreto attuativo.
Gasolio oltre i 2 euro al litro: nuovi rincari per l’autotrasporto. Cresce l’attesa per il credito d’imposta
Il costo del carburante torna a pesare in modo significativo sui bilanci delle imprese di autotrasporto. Secondo l’ultima rilevazione dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), il gasolio self service sulla rete ordinaria ha superato nuovamente la soglia dei 2 euro al litro, attestandosi a 2,017 euro, contro gli 1,996 euro registrati il giorno precedente.
Anche la benzina continua a crescere, raggiungendo 1,897 euro al litro in modalità self, rispetto agli 1,884 euro della precedente rilevazione.
Per chi opera ogni giorno nel trasporto merci, anche variazioni apparentemente contenute possono tradursi in un incremento significativo dei costi operativi.
Il gasolio supera i 2 euro anche sulla rete autostradale
L’aumento interessa anche la rete autostradale, dove il gasolio self raggiunge 2,086 euro al litro, mentre la benzina arriva a 1,986 euro.
Il divario rispetto ai distributori della rete ordinaria rimane significativo. Per un’impresa che effettua rifornimenti importanti durante i viaggi, questa differenza può incidere sensibilmente sul costo complessivo di ogni trasferta.
Quanto costa oggi il rincaro del gasolio
Dal 3 luglio il prezzo del gasolio è aumentato di 13,5 centesimi al litro.
Tradotto in termini pratici, significa:
- 500 litri: circa 67,50 euro di costo aggiuntivo;
- 700 litri: circa 94,50 euro in più;
- 1.000 litri: circa 135 euro di maggiore spesa.
Si tratta di semplici esempi riferiti ai volumi di carburante acquistati, ma rendono bene l’idea dell’impatto economico che il rincaro può avere sulle aziende che effettuano rifornimenti frequenti.
In autostrada il divario continua a crescere
Il prezzo del gasolio in autostrada si avvicina ormai ai 2,10 euro al litro.
Rispetto alla rete ordinaria, la differenza è di circa 6,9 centesimi al litro. Su un rifornimento di 500 litri questo significa oltre 34 euro di costo aggiuntivo, cifra che aumenta rapidamente per le flotte impegnate quotidianamente nei trasporti a lunga percorrenza.
Il petrolio torna a salire
Alla base dell’aumento dei carburanti c’è anche il rialzo delle quotazioni internazionali del greggio.
Secondo quanto evidenziato dal Codacons, il Brent è passato dai circa 72 dollari al barile registrati all’inizio di luglio a oltre 85 dollari, con un incremento di circa il 18% in sole due settimane.
Le tensioni sui mercati energetici si riflettono progressivamente sui prezzi alla pompa, con effetti che vengono percepiti direttamente dalle imprese e dagli operatori del trasporto.
Cresce l’attesa per il credito d’imposta
L’aumento del costo del gasolio riporta al centro dell’attenzione il credito d’imposta previsto per sostenere le imprese di autotrasporto.
La Legge 25 giugno 2026, n. 113, entrata in vigore il 28 giugno, ha portato le risorse disponibili da 100 a 300 milioni di euro, rafforzando la misura destinata a compensare parte della maggiore spesa sostenuta per il carburante.
Tuttavia, il beneficio non è ancora concretamente disponibile.
Per rendere operativo il credito manca infatti il decreto interministeriale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che dovrà definire criteri di accesso, modalità di presentazione delle domande e regole per l’utilizzo del credito.
Fino alla pubblicazione del provvedimento, le imprese non possono ancora richiedere il beneficio né utilizzarlo in compensazione.
Il peso del carburante resta una delle principali criticità del settore
Il carburante rappresenta una delle voci di costo più importanti per le imprese di autotrasporto. Ogni variazione del prezzo del diesel incide direttamente sulla redditività dei viaggi, soprattutto in un contesto caratterizzato da margini spesso contenuti e da costi operativi in continua crescita.
Per molte aziende diventa quindi fondamentale monitorare costantemente l’andamento dei prezzi, pianificare i rifornimenti e valutare con attenzione le tratte e i punti di approvvigionamento, cercando di limitare l’impatto dei rincari.
Il ritorno del gasolio sopra i 2 euro al litro conferma quanto il costo del carburante continui a rappresentare uno dei principali fattori di pressione economica per il settore dell’autotrasporto. Anche aumenti di pochi centesimi al litro possono trasformarsi rapidamente in centinaia o migliaia di euro di spesa aggiuntiva per le imprese che movimentano quotidianamente grandi quantità di merci.
In questo scenario, il credito d’imposta da 300 milioni di euro potrebbe offrire un sostegno importante, ma la misura resterà solo potenziale finché non verrà emanato il decreto attuativo. Le aziende attendono quindi regole chiare e tempi certi, indispensabili per trasformare lo stanziamento previsto dalla legge in un aiuto concreto a favore della liquidità e della competitività del comparto.