Sul tavolo accise, credito d’imposta e aiuti alle imprese: decisivo il CdM del 22 maggio

Il Governo lavora a nuove misure per l’autotrasporto mentre resta confermato il fermo nazionale proclamato da Unatras. Salvini e Giorgetti cercano le coperture economiche per sostenere il settore, tra proroga delle accise, crediti d’imposta e interventi contro il caro carburante. Le prossime ore saranno decisive per il confronto con le associazioni di categoria.
Il Governo prova a evitare il fermo dell’autotrasporto previsto dal 25 al 29 maggio.
Mentre la protesta proclamata da Unatras resta confermata, Matteo Salvini ha dichiarato di essere al lavoro insieme al Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per trovare le risorse necessarie a sostenere il settore.
Il passaggio decisivo sarà il Consiglio dei Ministri del 22 maggio.
Sul tavolo non ci sarebbe soltanto la proroga del taglio delle accise, ma anche un possibile pacchetto di misure dedicate all’autotrasporto, oggi tra i comparti più colpiti dall’aumento dei costi energetici.
E proprio sul tema accise Salvini è stato chiaro: per molte imprese il taglio attuale non basta più.
Le associazioni dell’autotrasporto chiedono infatti interventi più concreti e immediati.
Tra le richieste principali ci sono un credito d’imposta compensativo per recuperare il mancato rimborso delle accise sul gasolio commerciale, l’utilizzo immediato dei crediti maturati e la sospensione dei versamenti fiscali e contributivi.
Prima del CdM è previsto anche un confronto diretto tra Governo e associazioni di categoria per discutere le possibili misure economiche.
Salvini ha parlato apertamente della necessità di aiutare aziende che stanno affrontando forti difficoltà economiche, riconoscendo che le richieste degli autotrasportatori hanno basi concrete.
Anche Giorgetti ha confermato che il Governo sta lavorando su interventi specifici per i settori più colpiti dal caro energia, compreso l’autotrasporto.
Resta però il nodo principale: trovare le coperture finanziarie necessarie per sostenere gli interventi e prorogare le misure sul carburante.
Il confronto delle prossime ore sarà quindi decisivo per capire se si riuscirà a evitare il fermo nazionale.
Considerazioni finali
Noi di Geco Truck la vediamo così: il settore non sta chiedendo privilegi, ma strumenti per continuare a lavorare in condizioni sostenibili. Il problema oggi non è solo il prezzo del gasolio, ma la tenuta economica di migliaia di imprese che si trovano schiacciate tra costi in aumento e margini sempre più ridotti.