Carburante oltre i 2€/l e margini azzerati: servono interventi immediati per evitare il blocco del settore

Noi di Geco Truck raccontiamo una realtà sempre più pesante: costi alle stelle, liquidità che si assottiglia e imprese in difficoltà. L’appello è chiaro: senza misure concrete e rapide, il rischio è fermare i mezzi e mettere in ginocchio tutta la filiera.
Noi di Geco Truck lo vediamo ogni giorno, sulla nostra pelle: la situazione dell’autotrasporto sta diventando sempre più complicata, e il motivo è uno solo… il prezzo del gasolio che continua a salire.
Negli ultimi giorni, in molte zone d’Italia si è arrivati oltre i 2 euro al litro. Un livello che, per chi lavora con i camion, non è solo un numero: è un problema serio. Perché la realtà è che la maggior parte delle aziende non riesce ad adeguare i prezzi ai clienti, e quindi quei costi in più restano tutti sulle spalle di chi trasporta.
Il risultato? La liquidità si riduce sempre di più. E quando manca quella, il rischio è concreto: mezzi fermi nei piazzali. E se si ferma il trasporto su gomma, si blocca tutto il resto. Parliamo di una catena che tiene in piedi una grossa parte dell’economia.
Per questo, quello che chiedono le imprese non è qualcosa di straordinario, ma interventi immediati e concreti. Ad esempio, poter accedere subito ai rimborsi delle accise, senza dover aspettare mesi. Oppure avere una sospensione temporanea di tasse e contributi, giusto per respirare un attimo e mantenere operativa l’azienda.
Si parla anche di un credito d’imposta più incisivo sul carburante e di dare finalmente il giusto peso alla fuel surcharge nei contratti, così da non dover sempre assorbire questi aumenti senza tutela.
Perché diciamolo chiaramente: le misure viste finora non stanno facendo davvero la differenza. I rincari reali sono molto più pesanti rispetto a quello che viene compensato, e nella pratica i benefici sono quasi nulli.
Basta guardare i numeri per capire quanto sia grave la situazione. Il carburante pesa già per circa un terzo sui costi di trasporto. Se il gasolio aumenta di 30 centesimi al litro, il costo totale di un viaggio può salire anche del 10%.
Tradotto in soldi: per un’azienda che fattura tra i 10.000 e i 15.000 euro al mese, significa bruciare tra i 1.500 e i 2.000 euro. E se questi aumenti non vengono recuperati, quei soldi escono direttamente dai margini. Fino ad azzerarli.
Per questo crediamo sia fondamentale che la Regione Campania si faccia sentire con il Governo e apra un confronto serio e urgente. Non è più una questione rimandabile: qui si parla della sopravvivenza di un intero settore.
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