Nuove tabelle pubblicate dal Ministero e segnalate da Confartigianato: focus su assicurazioni, energia e pedaggi
Sono usciti i nuovi valori indicativi dei costi di esercizio per l’autotrasporto conto terzi aggiornati a marzo 2026. Vediamo cosa è cambiato, quando questi dati diventano davvero importanti e perché conviene tenerli d’occhio nella gestione quotidiana del lavoro.
Il Ministero ha pubblicato le nuove tabelle aggiornate con i costi indicativi di esercizio per le aziende di autotrasporto conto terzi, riferite a marzo 2026. Insieme alle tabelle c’è anche il documento che spiega come sono stati calcolati questi valori.
Cosa cambia in concreto? Questo aggiornamento ha toccato soprattutto tre voci: assicurazioni, energia e pedaggi. Le tabelle restano divise per tipologia di veicolo e continuano a essere il riferimento ufficiale quando si parla di costi del settore.
Ora, nella pratica, quando servono davvero questi numeri? Soprattutto nei casi in cui si lavora senza un contratto scritto: lì i valori pubblicati dal Ministero diventano il punto di riferimento per stabilire il compenso. Se invece c’è un contratto scritto, restano indicativi, quindi utili ma non obbligatori.
Dal nostro punto di vista, sono comunque uno strumento che conviene tenere d’occhio. Possono aiutare sia quando si trattano le tariffe, sia per capire se un servizio è davvero sostenibile oppure no. Soprattutto in un periodo come questo, dove energia, assicurazioni e pedaggi continuano a incidere parecchio sui costi.
Di seguito le Tabelle relative alle 4 classi di peso individuate: