
Noi di Geco Truck seguiamo con attenzione il dibattito che si è riacceso sulla logistica italiana dopo il ritorno al Consiglio di Stato della sanzione Antitrust da 1,1 miliardi ad Amazon. C’è chi sostiene che i grandi operatori riempiano i vuoti lasciati da un mercato debole e chi, invece, richiama un problema più profondo: l’assenza, da anni, di una vera politica industriale per il settore.
Dal nostro punto di vista, entrambe le letture contengono elementi reali. Quando un mercato non viene costruito e guidato con una visione chiara, è naturale che chi ha capitali, tecnologia e capacità di integrazione occupi gli spazi lasciati scoperti. In Italia, per troppo tempo, la logistica è stata considerata solo un costo da comprimere e non un’infrastruttura strategica per il Paese.
Noi di Geco Truck però crediamo che il tema non possa fermarsi all’efficienza. Quando un singolo operatore concentra più ruoli – piattaforma, logistica, intermediazione commerciale – il punto diventa l’equilibrio del mercato. Non conta la nazionalità o il mezzo di trasporto: la concentrazione può ridurre la concorrenza e creare forti asimmetrie di potere lungo la filiera.
Nel caso di Amazon, inoltre, la questione non è solo logistica. Parliamo di un soggetto che definisce standard e condizioni di accesso al mercato, incidendo anche su produttori e PMI, spesso costretti ad accettare regole poco negoziabili, con margini sempre più ridotti.
Questo non significa demonizzare un singolo attore. Significa riconoscere che la concentrazione non è mai neutra e che l’efficienza, da sola, non può essere l’unico criterio. Serve una politica industriale e regolatoria chiara, nazionale ed europea, capace di garantire pluralità e concorrenza equa.
Noi di Geco Truck pensiamo che il confronto aperto sia utile e necessario. Ma una cosa è certa: senza equilibrio e pluralità non esiste un mercato davvero moderno e sostenibile. E la domanda resta aperta: siamo sicuri che in Italia il problema sia solo Amazon?
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