
Dal 1° gennaio 2026 il prezzo del gasolio in Italia è aumentato a seguito del riallineamento delle accise previsto dalla Legge di Bilancio, in linea con gli obiettivi del PNRR e la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi. Una scelta che ha riportato il diesel sopra la benzina per la prima volta dal 2023: a inizio anno il prezzo medio nazionale si aggira intorno a 1,666 euro al litro, contro circa 1,650 euro per la benzina, con forti differenze territoriali.
Il punto, però, non è solo il prezzo alla pompa, ma come questo aumento si distribuisce all’interno del settore. Per l’autotrasporto pesante sopra le 7,5 tonnellate il rincaro non comporta un aumento strutturale dei costi, grazie al rimborso trimestrale delle accise sul gasolio commerciale. Resta però un impatto finanziario significativo: le imprese devono anticipare più liquidità al rifornimento e recuperarla solo in seguito, con effetti rilevanti sul capitale circolante, soprattutto in una fase di tassi ancora elevati.
La situazione è ben diversa per l’autotrasporto sotto le 7,5 tonnellate, dove il rimborso non è previsto. Qui l’aumento del prezzo del gasolio è immediato e definitivo, colpendo in pieno il trasporto urbano, la logistica dell’ultimo miglio e la distribuzione conto terzi. In un contesto di forte concorrenza, tariffe rigide e margini già ridotti, la possibilità di ribaltare i maggiori costi sui committenti è molto limitata, con un impatto particolarmente pesante su piccole imprese e PMI.
Le criticità aumentano per chi opera con flotte miste: solo una parte dei consumi beneficia del rimborso, mentre il resto rimane interamente a carico dell’azienda. Questo squilibrio rende più complessa la gestione dei costi, dei flussi di cassa e della costruzione delle tariffe, incidendo sulla marginalità dei servizi.
A completare il quadro ci sono altri fattori entrati in vigore dal 2026, come l’aumento dei costi di miscelazione dei biocarburanti, stimato tra 1,5 e 2 centesimi al litro. Nonostante il calo delle quotazioni internazionali dei raffinati tra fine 2025 e inizio 2026, i prezzi alla pompa non hanno seguito la stessa dinamica, mantenendo alta l’attenzione delle istituzioni anche sulle differenze territoriali.
In sintesi, l’allineamento delle accise ha effetti molto diversi sull’autotrasporto: per il comparto pesante aumenta soprattutto il fabbisogno di liquidità, mentre per il trasporto leggero e l’ultimo miglio il rincaro del gasolio diventa strutturale e incide direttamente sui margini. Il vero nodo non è solo il prezzo del carburante, ma la capacità delle imprese di assorbirne l’impatto senza strumenti di compensazione adeguati.
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