
Dopo mesi di attesa, è arrivato un passaggio chiave per il mondo della logistica e dell’autotrasporto. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato il Decreto Direttoriale n. 135/2025, che definisce le tabelle ufficiali del costo medio orario del lavoro per il settore logistica, trasporto merci e spedizione.
I valori saranno validi per 2025, 2026, 2027 e da giugno 2027, e rappresentano finalmente un riferimento pubblico, uniforme e basato sul CCNL firmato dalle organizzazioni più rappresentative.
Un punto fermo che mancava da tempo.
Tutte le figure del settore, nessuna esclusa
Le nuove tabelle non si limitano a una sola categoria, ma fotografano l’intera struttura del comparto. Sono inclusi:
- personale non viaggiante (impiegati, magazzinieri, operai),
- personale viaggiante senza discontinuità,
- personale viaggiante discontinuo nei trasporti nazionali e internazionali,
- driver e rider.
Un approccio completo che permette di leggere il costo del lavoro dalla logistica di magazzino fino alla guida dei mezzi, superando analisi parziali e spesso fuorvianti.
Prezzi troppo bassi? Ora non ci sono più alibi
Il decreto non introduce nuovi oneri, ma chiarisce un concetto fondamentale:
sotto certi livelli di prezzo, il lavoro regolare semplicemente non è possibile.
Questo strumento diventa quindi un argine concreto contro:
- dumping contrattuale e salariale,
- concorrenza sleale,
- distorsioni di mercato che penalizzano le imprese corrette.
Per chi acquista servizi di trasporto e logistica – industria, GDO, pubblica amministrazione e committenza privata – le tabelle diventano un parametro essenziale per capire se un’offerta è sostenibile o se nasconde irregolarità.
Dati chiari per capire i veri problemi del settore
Avere numeri ufficiali sul costo del lavoro consente anche di leggere meglio le difficoltà strutturali del comparto, spesso attribuite in modo semplicistico alle imprese:
- carenza di personale qualificato,
- turnover elevato,
- margini sempre più compressi.
Con dati trasparenti emerge invece una responsabilità condivisa lungo tutta la filiera, non solo di chi opera “sul campo”.
Un tassello di una strategia più ampia
FIAP ha sostenuto con forza questo percorso e oggi si propone anche come interlocutore qualificato per i committenti, aiutandoli a interpretare correttamente costi, appalti e sostenibilità delle offerte.
Il decreto si inserisce in un sistema più ampio di strumenti concreti, tra cui:
- il Portale della Regolarità dell’Albo degli Autotrasportatori,
- i costi di esercizio dell’impresa di autotrasporto del MIT,
- il Rating TCR – Transport Compliance Rating,
- il futuro Portale CIGAL per la logistica, pensato per rafforzare ulteriormente la trasparenza.
Un ecosistema che rende sempre meno credibile il classico “non lo sapevo”.
Un segnale forte per imprese, politica e committenti
La pubblicazione delle tabelle sul costo del lavoro è un passo concreto verso legalità, trasparenza e concorrenza leale.
Gli strumenti oggi esistono: sta a imprese, politica e clienti usarli per scegliere in modo consapevole.
FIAP continuerà a lavorare affinché questi strumenti diventino pratica quotidiana e non solo atti formali, a tutela di un settore che vuole competere su qualità, regolarità e sostenibilità economica.
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