Autostrade per l’Italia ha annunciato il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti su un tratto di 90 chilometri dell’A1, tra Incisa-Reggello e Chiusi-Chianciano Terme, a partire dal 3 novembre 2025. Una decisione che ha subito acceso il dibattito, soprattutto tra gli autotrasportatori di CNA Fita Toscana Trasporto Merci, che esprimono forte contrarietà alla misura.
“Non servono divieti, servono strade più sicure”
«La sicurezza stradale è una priorità per tutti noi – spiega Mirko Portolano, presidente di CNA Fita Toscana – ma imporre un divieto di sorpasso per 90 chilometri non risolve i problemi: il vero nodo è un’infrastruttura ormai inadeguata ai volumi di traffico».
Secondo la categoria, infatti, incidenti e rallentamenti non dipendono dai tir, ma da una rete autostradale obsoleta che necessita di interventi strutturali e tecnologici.
Gli autotrasportatori temono che questa misura, invece di aumentare la sicurezza, finisca per peggiorare la viabilità, creando colonne interminabili di camion e rendendo ancora più complesso il rispetto dei tempi di guida e riposo previsti dalla legge.
Dopo la tragedia, la richiesta: non punite una categoria intera
Il recente incidente del 4 agosto sul tratto valdarnese dell’A1 ha profondamente scosso il mondo dell’autotrasporto. Ma Portolano mette in guardia contro la tendenza a rispondere alle tragedie con “scorciatoie normative”:
«Siamo addolorati per quanto accaduto, ma non accettiamo che si criminalizzi una categoria che ogni giorno garantisce la mobilità delle merci e, di fatto, il funzionamento del Paese. Gli autotrasportatori conoscono la strada meglio di chiunque altro: escluderli dal confronto significa rinunciare a soluzioni davvero efficaci».
A1, il vero problema è la mancanza della terza corsia
Per CNA Fita, il cuore della questione è la mancata realizzazione della terza corsia in ampi tratti dell’A1, una carenza infrastrutturale che penalizza sia il traffico pesante che quello leggero.
«È inaccettabile – sottolineano gli autotrasportatori – che l’arteria principale che collega il nord e il sud del Paese sia ancora priva della terza corsia su lunghi tratti. È lì che bisogna intervenire, non con divieti che rischiano di trasformarsi in boomerang».
CNA Fita Toscana: “Serve un tavolo di confronto vero”
Da qui la richiesta di aprire subito un tavolo di confronto tra istituzioni, Autostrade per l’Italia e rappresentanti della categoria, per analizzare gli effetti della misura e studiare alternative più efficaci.
L’obiettivo? Costruire insieme un piano di sicurezza e mobilità sostenibile, che migliori le condizioni di lavoro dei conducenti e renda davvero più sicura la circolazione per tutti.