Il mondo dell’autotrasporto europeo sta per affrontare una trasformazione profonda. Dopo aver coinvolto per anni il settore energetico, industriale, marittimo e aereo, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS) è pronto ad aprirsi a nuove categorie.
Con il pacchetto Fit for 55, l’Unione Europea ha introdotto una seconda versione del sistema, il cosiddetto ETS2, che dal 2027 includerà anche edifici e trasporti su strada.
In altre parole: il costo della CO₂ entrerà ufficialmente nel conto economico delle imprese di autotrasporto.
Cosa cambia per il trasporto su strada
L’ETS2 funzionerà con il meccanismo del “cap and trade”: verrà fissato un tetto massimo di emissioni (cap) e chi utilizza combustibili fossili dovrà acquistare quote di emissione (trade) per compensare le proprie emissioni di CO₂.
Ogni anno il tetto sarà progressivamente ridotto, in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione.
Nella pratica, i soggetti obbligati all’acquisto delle quote potranno essere:
- i fornitori di carburante, oppure
- le imprese di trasporto, a seconda delle scelte di recepimento dei singoli Stati membri.
Anche se l’obbligo diretto per le aziende di autotrasporto non scatterà immediatamente, il costo del carbonio diventerà presto una variabile reale del mercato. In Italia, come nel resto d’Europa, sarà necessario prepararsi per tempo.
Perché questa novità è cruciale per il settore
Il trasporto su strada muove l’economia europea: nel 2024 sono stati trasportati oltre 13 miliardi di tonnellate di merci, pari a circa 1.867 miliardi di tonnellate-chilometro.
Con l’introduzione dell’ETS2, il prezzo del carbonio si aggiungerà ai costi già noti — carburante, pedaggi, personale, manutenzione — impattando su:
- tariffe e margini operativi,
- competitività sul mercato,
- pianificazione degli investimenti futuri.
Le imprese dovranno dunque ripensare strategie, flotta e contratti per restare sostenibili e competitive.
Tre mosse pratiche per prepararsi all’ETS2
1. Calcola e gestisci il costo “carbonio”
Non aspettare il 2027: inizia oggi a stimare l’impatto potenziale.
Analizza:
- i consumi annuali di carburante,
- le emissioni associate,
- il costo stimato per le quote ETS.
Inserisci nei contratti di trasporto o fornitura una clausola dedicata al costo delle emissioni, così da tutelarti da futuri rincari.
Valuta anche la transizione verso carburanti alternativi — biocarburanti, gas naturale, elettrico — che possono abbattere le emissioni e il costo carbonio. (La DKV Card può essere un valido supporto in questa fase di transizione.)
2. Investi in efficienza e tecnologia
Due leve decisive: veicoli efficienti e dati reali.
Aggiorna gradualmente il parco mezzi con soluzioni più sostenibili e dotati di sistemi telematici per monitorare consumi, soste e percorrenze.
Un controllo accurato dei dati operativi consente di ridurre costi e CO₂.
Collaborare con fornitori di carburante più “green” o con contratti flessibili può garantire ulteriori vantaggi. (Anche in questo caso, strumenti come la DKV Card possono facilitare la gestione dei rifornimenti.)
3. Rivedi contratti e forma il tuo team
Aggiorna i contratti con i clienti prevedendo clausole che tengano conto dell’impatto ETS2.
Forma autisti, fleet manager e personale amministrativo su pratiche di guida efficiente, pianificazione dei percorsi e ottimizzazione dei carichi.
Puoi usufruire dei fondi del Bando Formazione MIT per finanziare la formazione e del Decreto Investimenti per il rinnovo dei mezzi.
Inoltre, una parte dei proventi ETS2 sarà destinata a misure di sostegno per imprese e settori vulnerabili: tenere d’occhio i bandi sarà fondamentale.
L’estensione al trasporto marittimo: un passo già concreto
Dal 1° gennaio 2026, anche il trasporto marittimo entrerà pienamente nel sistema ETS, coprendo:
- il 100% delle emissioni generate dai viaggi all’interno dello Spazio Economico Europeo (SEE);
- il 50% delle emissioni per i viaggi tra porti SEE e porti extra-SEE.
Oltre alla CO₂, verranno conteggiate anche le emissioni di metano (CH₄) e protossido di azoto (N₂O).
Risultato? I costi ETS aumenteranno proporzionalmente alle emissioni verificate, spingendo l’intero comparto marittimo — e quello intermodale — verso una gestione sempre più attenta e sostenibile.
Conclusione: verso un autotrasporto più sostenibile (e competitivo)
L’ETS2 non è solo una nuova tassa: è un catalizzatore di cambiamento.
Chi saprà anticipare l’impatto economico, ottimizzare i consumi e adottare tecnologie pulite, potrà trasformare una sfida normativa in un vantaggio competitivo.
Il futuro dell’autotrasporto europeo sarà a basse emissioni, ma solo chi si muove per tempo potrà guidarlo davvero.