Pallet, aria di cambiamento: arriva la riforma che semplifica lo scambio e porta più chiarezza nel settore
L’8 ottobre 2025 il Senato ha dato il via libera, con un’ampia maggioranza, al disegno di legge sulle semplificazioni che riscrive completamente le regole dell’interscambio dei pallet.
Il testo ora passa alla Camera per l’approvazione definitiva, ma il segnale è già chiaro: per chi lavora in trasporto merci e logistica, si apre una nuova fase fatta di regole più chiare e processi più digitali.
Negli ultimi anni la situazione era diventata complicata. La valutazione economica dei pallet dipendeva da un decreto ministeriale ormai superato, che non riusciva più a tenere il passo del mercato.
Le principali associazioni di settore — da Assologistica a Federlegnoarredo, da Federalimentare a Federdistribuzione, insieme ai consorzi Rilegno e Servizi Legno Sughero — chiedevano da tempo un cambio di rotta. E finalmente qualcosa si muove.
Nascono i “sistemi-pallet” riconosciuti per legge
Il cuore della riforma è la creazione dei cosiddetti “sistemi-pallet”, come Epal o Eur-Uic, che diventano il riferimento ufficiale per i pallet standard interscambiabili.
In pratica, sono organizzazioni che dovranno:
- essere titolari di marchi registrati e riconoscibili;
- definire capitolati tecnici e regole di produzione e riparazione;
- garantire controlli di qualità indipendenti;
- pubblicare online documentazione e valori di mercato aggiornati.
Un passo avanti importante verso più trasparenza, listini aggiornati e meno burocrazia per chi lavora ogni giorno con milioni di pallet.
Definizioni più chiare e regole operative semplificate
Il testo introduce anche alcune definizioni fondamentali:
- Pallet riutilizzabile → deve rispettare criteri di idoneità e riparabilità;
- Tipologia di pallet → legata al marchio del sistema di riferimento;
- Stato di conservazione → determina se può essere accettato nello scambio e a quale valore.
La riforma si applica solo ai pallet standard interscambiabili con marchi registrati utilizzati in Italia. Restano esclusi quelli non scambiabili o destinati a traffici internazionali.
Addio al vecchio “voucher”, arriva il “buono pallet” digitale
Grande novità anche sul fronte operativo: quando la restituzione dei pallet non avviene subito, entra in gioco il nuovo “buono pallet”.
All’inizio potrà essere cartaceo, ma entro due anni sarà obbligatoriamente digitale.
Questo documento, che avrà valore legale, indicherà in modo chiaro chi deve restituire cosa, in che quantità e con quali caratteristiche.
Se entro sei mesi i pallet non vengono restituiti, chi li ha ricevuti dovrà pagare il valore commerciale aggiornato.
Un meccanismo semplice, che punta a ridurre i contenziosi e a velocizzare gli scambi.
Linee guida condivise e più digitalizzazione
Entro sei mesi dall’entrata in vigore, le associazioni di categoria e i sistemi-pallet dovranno elaborare linee guida comuni per rendere tutto più chiaro:
distanze ragionevoli per la restituzione, casi eccezionali in cui si potrà usare ancora il buono cartaceo, e così via.
L’obiettivo è evidente: un sistema più moderno, digitale e uniforme in tutta la filiera, per semplificare davvero la vita a trasportatori, distributori e produttori.
Un mercato enorme, pronto a cambiare
Per capire la portata di questa riforma bastano i numeri: ogni anno in Italia circolano circa 20 milioni di pallet Epal nuovi o riparati, con un valore medio di 11 euro e un fabbisogno annuo di reintegro di oltre 220 milioni di euro.
Una filiera gigantesca, che da oggi potrà contare su più regole, meno incertezze e tanta digitalizzazione.
Una vera e propria rivoluzione silenziosa del legno e della logistica.