Quando parliamo di sicurezza stradale, spesso pensiamo subito alle regole del codice, ai limiti di velocità o alle condizioni delle strade. Ma c’è un fattore meno visibile eppure molto potente: lo stress da lavoro. E per chi guida di mestiere, come gli autisti del trasporto commerciale, questo peso può diventare un vero rischio quotidiano.

Un recente studio paneuropeo condotto da Geotab e presentato al Geotab Day 2025 ci mostra uno scenario chiaro: oltre 9 autisti di veicoli commerciali su 10 dichiarano che lo stress lavorativo influisce negativamente sulla loro guida. In Italia, il dato sale addirittura al 94%, sopra la media europea del 91%.
Incidenti in crescita e distrazioni al volante
Negli ultimi cinque anni, il 95% degli autisti intervistati ha percepito un aumento del rischio di incidenti, e il 61% parla addirittura di crescita “significativa”. In Italia emergono criticità particolari: il 59% indica la distrazione da cellulare come il problema principale (contro una media UE del 42%). Seguono velocità eccessive (39%), comportamenti di guida scorretti (37%) e i rischi legati a biciclette e monopattini (35%). A peggiorare la situazione, la qualità delle infrastrutture: ben il 70% degli autisti italiani teme incidenti a causa di buche o strade dissestate.
Stress, salute mentale e scarso supporto aziendale
Gli autisti italiani sono più consapevoli della media europea sul legame tra stress, salute mentale e sicurezza: 80% contro 70%. Tuttavia, quasi la metà (44%) afferma di non ricevere supporto adeguato dalle aziende. E anche se solo il 34% ha pensato seriamente di lasciare il lavoro nell’ultimo anno, a livello europeo la tendenza è ben più preoccupante: quasi un autista su due sta pensando di cambiare professione.
Traffico, scadenze e limiti di velocità
Un altro aspetto riguarda la pressione lavorativa. La necessità di rispettare consegne e scadenze porta molti autisti europei (50%) a superare regolarmente i limiti di velocità. In Italia la percentuale scende al 39%, comunque significativa. Il traffico e i lavori stradali rimangono le principali cause di ritardi, con dati che oscillano molto da Paese a Paese (in Spagna il 78% degli autisti li indica come problema, mentre in Italia siamo in linea con la media europea del 64%).
Tecnologia come alleata
C’è però anche un lato positivo. Gli autisti italiani si mostrano aperti all’innovazione: il 77% è favorevole all’introduzione di tecnologie avanzate, come i sistemi ADAS, per migliorare sicurezza e prestazioni di guida (media UE: 69%). Significa che c’è terreno fertile per investire in telematica e intelligenza artificiale, strumenti capaci di prevenire incidenti, ridurre i costi e ottimizzare i tempi.
Una sfida aperta
Lo scenario non è semplice: in Europa mancano già oltre 200.000 autisti e la carenza potrebbe toccare quota 745.000 entro il 2028. In questo contesto, supportare i conducenti diventa una priorità. Non solo con formazione e programmi di sicurezza, ma anche con strumenti concreti per monitorare il benessere, ridurre lo stress e creare una cultura di guida più sicura.
Il messaggio che arriva dagli autisti italiani è chiaro: serve più attenzione al lato umano del lavoro e più fiducia nella tecnologia. Perché una strada sicura non dipende solo da regole e semafori, ma anche dal benessere di chi, ogni giorno, quella strada la vive al volante.